La falconeria italiana è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità

Il coordinamento per il riconoscimento della “Falconeria Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità” , composto dalle seguenti associazioni di Falconeria : UNCF (Unione Nazionale Cacciatori Falconieri),FIF ( Federazione Italiana Falconieri), OFI (Ordine Falconieri D’Italia), CPF (Conservazione Progresso Falconeria) Circolo Falconieri D’ Italia, Associazione Fondazione Lanario, sotto la supervisione della Dott.ssa Patrizia Cimberio (IAF) e della la Dott.ssa Elena Sinibaldi è lieto di comunicare che:

 

In data odierna, durante “l’XI Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale “,  svoltosi presso la città di Addis Abeba (Etiopia), anche la falconeria Italiana è stata riconosciuta ufficialmente come “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”,ed è stata aggiunta alla lista che ora conta ben 18 paesi.

 

Questo importantissimo traguardo è stato reso possibile grazie alla collaborazione di molte realtà di falconeria sul territorio italiano (associazioni e singoli) , che con spirito di sacrificio e dedizione hanno raggiunto la meta, così ambita fin dal lontano 2009.

 

Un ringraziamento speciale va alla Dott.ssa Patrizia Cimberio che in prima linea, si è impegnata per tutti questi anni per ottenere il riconoscimento, e alla Dott.ssa Elena Sinibaldi che ha reso possibile l’attuazione del nostro progetto.

Un ringraziamento infine va a tutti quei falconieri che hanno sempre creduto in questo sogno e lavorato duro per ottenerlo.

Segue comunicato stampa ufficiale:

 

Addis Abeba, 1 dicembre 2016, XI Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale

Oggi, l’UNESCO ha incluso la falconeria italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Si tratta di un importante riconoscimento per un’antica arte tramandata fino ad oggi che trova le sue radici nella storia italiana come pratica di vita ed importante elemento diplomatico, soprattutto nel Rinascimento, che ha visto protagonisti gli Sforza a Milano e i Gonzaga a Mantova e ancor prima il fondamentale contributo di Federico II di Svevia.

La candidatura della falconeria come patrimonio vivente dell’umanità è il risultato di una collaborazione internazionale, sotto la guida e il coordinamento dagli Emirati Arabi Uniti, che oggi include 18 paesi a dimostrazione del carattere diffuso che questa pratica riveste nel mondo e del dialogo interculturale che è capace di generare.

Oggi l’UNESCO ha incluso la grande tradizione della falconeria italiana, iniziata dall’Imperatore Federico II di Svevia e portata allo splendore dagli Sforza, i Gonzaga e gli Este, al riconoscimento ottenuto nel 2010 della Falconeria come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Ora le comunità internazionali impegnate nella salvaguardia e nella trasmissione di questo patrimonio culturale condiviso, che implica una stretta relazione uomo, ambiente e natura, sono ben 18: Italia, Belgio, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Mongolia, Kazakistan, Pakistan, Marocco, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Siria, Arabia Saudita e Korea.

La falconeria italiana, nel corso dei secoli, ha lasciato un profondo segno nella nostra storia e cultura di cui ci rimangono innumerevoli testimonianze nell’arte, nell’architettura e nella letteratura. In Italia, la storia della falconeria, inestricabilmente legata alla figura dell’imperatore Federico II di Svevia autore del famoso trattato De arte venandi cum avibus, di straordinaria importanza naturalistica, ha raggiunto il suo apice nel Rinascimento.

I mutamenti culturali e ambientali sopraggiunti con l’urbanizzazione e la riduzione dell’ambiente rurale a scapito di quello industriale, hanno portato a partire dal XVIII secolo un costante declino della falconeria in Italia, fino ad una sua pressoché totale scomparsa, a differenza di altre nazioni dove invece la trasmissione di generazione in generazione di questa tradizione culturale non si è mai interrotta.

Ma proprio questo presupposto di esistenza della falconeria grazie alla sua trasmissione formale ed informale, ne ha permesso la rinascita in Italia negli anni ’60, a seguito del contatto con alcuni falconieri inglesi.
Oggi in Italia la falconeria è praticata da un numero sempre crescente di persone, tra cui molti giovani e donne, ed esprime il bisogno intimo di ogni essere umano di avere un contatto reale ed istintivo con l’ambiente, la natura e le sue dinamiche.

Il Coordinamento delle Associazioni di Falconeria Italiane e la comunità dei falconieri italiani, guarda a questo importante riconoscimento con grande soddisfazione ma anche con piena consapevolezza dell’impegno che comporta e della responsabilità di trasmettere alle future generazioni il rispetto per la natura e delle capacità di interagire con essa secondo principi etici, contrastando ogni forma di bracconaggio o di illegalità.

La comunità dei falconieri italiani, insieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha lavorato a questa candidatura per poter salvaguardare e valorizzare l’arte della falconeria quale pratica culturale sostenibile.

In questa importante giornata per la storia della falconeria italiana, la comunità si ritrova unita nel ringraziare gli Emirati Arabi Uniti e tutti gli altri paesi coinvolti nell’iscrizione per il supporto dato alla candidatura italiana, oltre al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Segretariato Generale, Servizio I, coordinamento relazioni internazionali e Ufficio Unesco – per l’accurato lavoro tecnico.

Un particolare ringraziamento va alla dott.sa Elena Sinibaldi per il suo importante contributo al percorso di candidatura e all’attività di relazioni internazionali, oltre alla dott.sa Patrizia Cimberio, membro del board dell’International Association for Falconry and Conservation of Birds of Prey (IAF) – NGO riconosciuta dall’UNESCO – che ha sempre creduto nella possibilità della comunità dei falconieri italiani di essere supportati a livello internazionale e di ottenere questo riconoscimento per garantire alle nuove generazioni la trasmissione di questi valori culturali.

 

 

 

 

 

Da Paolo Caprioglio “Delibera Corvidi Valle D’Aosta”

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L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, fa presente alla Giunta

regionale che alcune specie di corvidi presenti in Valle d’Aosta, ghiandaia, cornacchia grigia e

cornacchia nera, sono responsabili di danni rivolti a frutteti e vigneti, colture che, in

considerazione delle peculiarità agricole valdostane, sono da considerarsi di alto pregio e

d’importanza sia economica (produzioni di alta qualità) che turistico/ambientale (diversificazione

paesaggistica con alternanza di diverse colture agrarie, recupero di siti incolti ed abbandonati

mediante creazione di nuovi vigneti e frutteti di montagna), con conseguente disagio e perdita

economica da parte dei proprietari dei fondi interessati.

Evidenzia che la Ghiandaia è una specie di ambiente boschivo ed è soggetta a spostamenti

autunnali invasivi legati alla carenza di cibo nell’area di origine; si nutre sia di semi di varia natura

(grano, avena, mais e orzo) sia di frutti (ghiande, mele, albicocche, ecc.) e di un’ampia gamma di

prede animali.

Sottolinea che la Cornacchia nera, specie onnivora di ambienti parzialmente alberati, è

stata favorita dalle trasformazioni ambientali operate dall’uomo, non ultima la creazione di

discariche, e ne segue gli insediamenti sino a quote più elevate; è una specie molto diffusa in

Valle d’Aosta e grazie alla notevole intelligenza ed alla capacità di trovare cibo, ha un basso

rischio di estinzione.

Fa presente che la Cornacchia grigia è presente con piccoli numeri soprattutto in bassa

Valle ed ha abitudini alimentari e comportamentali simili a quelle della Cornacchia nera; rimane,

di norma, confinata agli ambienti di pianura e non sale quasi mai di quota.

Evidenzia che negli ultimi anni, inoltre, si è osservata la comparsa e un deciso aumento

anche della specie Gazza, soprattutto sino a 600 m di quota, senza, per il momento, ricevere

segnalazioni di danni all’agricoltura.

Sottolinea che le specie di cui trattasi sono responsabili di interferenze ed impatti alle

attività antropiche, in particolare, per quanto attiene alla ghiandaia, il danno maggiormente

avvertito sul territorio regionale è quello a carico dei meleti e, anche se il valore economico dei

danni arrecati da questa specie in termini assoluti non è elevato, in realtà, la percezione soggettiva

degli stessi da parte dei produttori risulta molto amplificata a livello psicologico, soprattutto alla

luce delle modalità colturali legate ad attività familiari e part-time.

Ricorda che questi corvidi, oltre alle coltivazioni, possono procurare danni anche al

patrimonio faunistico, essendo dotati di eccezionale capacità predatoria nei confronti di uova e

pulli e potendo arrivare a ridurre i contingenti di altre specie ornitiche, in particolare di quelle che

nidificano sul terreno.

Informa che per quanto attiene alle cornacchie, oltre ai danni ai frutteti, si registra un

rischio d’impatto molto serio per la navigazione aerea, come segnalato dalla società che gestisce

l’aeroporto Corrado Gex.

Evidenzia che, per ridurre le problematiche sopra descritte, la Regione ha messo in atto

diverse azioni di difesa delle colture o di allontanamento dei corvidi di tipo ecologico quali, ad

esempio, reti, zimbelli, detonatori acustici, ecc., le quali, purtroppo, si sono dimostrate poco

efficaci nonché di difficile realizzazione pratica ed economicamente poco sostenibili.

Richiama la legge regionale n. 64 del 27 agosto 1994, ed in particolare l’art. 18, il quale

prevede che la Giunta regionale, sulla base di segnalazioni, rilevazioni o censimenti, dai quali

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emerga che l’eccessivo moltiplicarsi di determinate specie animali provoca alterazioni

dell’equilibrio naturale ed arreca gravi danni alle produzioni agro-forestali o al patrimonio

faunistico o pone gravi problemi di ordine sanitario, può disporre, verificata l’inefficacia di metodi

ecologici di controllo, sentito l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ex

Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica), la cattura o l’abbattimento di esemplari delle suddette

specie con mezzi selettivi, anche nelle zone vietate alla caccia, ad esclusione dei parchi naturali

regionali, nei periodi tecnicamente più idonei al raggiungimento dei risultati prefissati, anche al di

fuori del periodo venatorio.

Riferisce che, in considerazione di quanto sopra, l’Amministrazione regionale, tramite il

competente Ufficio per la fauna selvatica della Struttura Flora, fauna, caccia e pesca, il personale

del Corpo forestale della Valle d’Aosta, i proprietari e conduttori dei fondi ricompresi nei territori

interessati dai danni ed i cacciatori esperti abilitati, ha attuato, fino dal 2002, specifiche azioni di

controllo numerico delle citate specie, le cui modalità sono state approvate con specifiche

deliberazioni della Giunta regionale.

Fa presente che le sopraccitate modalità prevedevano, tra l’altro, degli abbattimenti nel

periodo ricompreso tra il 15 giugno ed il 15 settembre di ogni anno, mediante l’utilizzo del fucile

(per la sola specie ghiandaia), nonché delle catture per mezzo di specifiche gabbie (per la sola

specie cornacchia), posizionate nei siti ritenuti idonei dalle competenti stazioni forestali ed

affidate anche a personale esterno all’Amministrazione regionale, al fine del raggiungimento degli

obiettivi prefissati.

Evidenzia che i prelievi attuati nell’ambito dei piani sono stati finalizzati, non tanto alla

diminuizione del numero degli effettivi di popolazione, quanto, piuttosto, alla realizzazione di un

effetto dissuasivo scoraggiante la presenza degli uccelli nei frutteti.

Rende noto il periodo di validità dei sopraccitati piani di controllo numerici è terminato

nell’anno 2013.

Rileva che, alla luce degli indici di presenza delle specie ghiandaia e cornacchia grigia e

nera riscontrati ed in considerazione dei continui danni arrecati ai frutteti ed ai vigneti, produzioni

agricole di alto pregio e di rilevanza economica e turistico-ambientale per il territorio valdostano,

risulta necessario, al fine di garantire il costante contenimento dei danni alle colture di cui sopra,

proseguire ed incentivare l’attività di controllo numerico delle specie ghiandaia, cornacchia grigia

e nera e gazza per il quinquennio 2014-2018.

Evidenzia che gli interventi volti alla riduzione del numero di esemplari dei corvidi

summenzionati, presenti sul territorio regionale, saranno attuati contestualmente alla

manifestazione dei danni (maturazione dei frutti) intervenendo esclusivamente nei comprensori

maggiormente interessati dagli eventi.

Precisa che, considerata la fenologia della maturazione delle colture danneggiate, le

operazioni di controllo numerico delle specie ghiandaia, cornacchia grigia e nera e gazza saranno

attuate nel periodo compreso tra il 1° giugno ed il 30 settembre, con l’eccezione dell’area

aeroportuale dove potranno essere posizionate trappole operative tutto l’anno ed organizzando il

personale delegato allo svolgimento delle attività programmate (personale del Corpo forestale

della Valle d’Aosta, personale della società aeroportuale, proprietari e conduttori dei fondi

ricompresi nei territori interessati dai Piani di controllo e cacciatori esperti abilitati al prelievo).

3

Evidenzia che il piano di controllo per la specie gazza verrà attuato, al momento, solo nelle

gabbie presenti nell’area aeroportuale.

Sottolinea che i collaboratori ai Piani di controllo numerico delle specie ghiandaia,

cornacchia grigia e nera e gazza esterni all’Amministrazione regionale, sarano nominativamente

incaricati delle operazioni di controllo numerico e che, al fine dell’utilizzo esclusivo e

responsabile delle gabbie di cattura da parte dei citati collaboratori, saranno predisposte apposite

schede personali di “Protocollo di utilizzo delle gabbie-trappola” da sottoscrivere a cura del

collaboratore preposto.

Riferisce che l’I.S.P.R.A ha espresso parere favorevole al prosieguo del piano di controllo

dei corvidi per il quinquennio 2014-2018 all’interno dei territori delle stazioni forestali ove

maggiori sono i danni con la nota n. 29137 del 14 luglio 2014.

Evidenzia che in data 22 luglio 2014, nel corso di uno specifico incontro, sono state

illustrate le linee guida del piano di controllo a tutte le componenti sociali interessate (associazioni

ambientaliste, agricoltori, cacciatori, Institut Agricole Régional, Corpo forestale della Valle

d’Aosta, C.E.R.F.), che hanno riscontrato favorevolmente lo stesso, non sollevando obiezioni.

Propone, pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, di approvare l’allegato Piano di

controllo numerico dei corvidi per il quinquennio 2014-2018, facente parte integrante della

presente deliberazione.

LA GIUNTA REGIONALE

- preso atto di quanto sopra riferito dall’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo

Testolin;

- richiamata la legge 28 febbraio 1992 n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica

e per il prelievo venatorio” e successive modificazioni;

- richiamata la legge regionale 27 agosto 1994 n. 64 “Norme per la tutela e la gestione della

fauna selvatica e per la disciplina dell’attività venatoria” e successive modificazioni;

- richiamato il parere favorevole dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca

Ambientale protocollo n. n. 29137 del 14 luglio 2014;

- richiamatala deliberazione della Giunta regionale n. 2186 in data 31.12.2013 concernente

l’approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2014/2016 con attribuzione alle

strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati, del bilancio di

cassa per l’anno 2014 e di disposizioni applicative;

- visto il parere favorevole di legittimità sulla proposta della presente deliberazione rilasciato

dal Dirigente della Struttura flora, fauna, caccia e pesca, dell’Assessorato agricoltura e

risorse naturali, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della legge regionale 22/2010;

- ad unanimità di voti favorevoli,

DELIBERA

1. di approvare il Piano di controllo numerico dei corvidi, per il quinquennio 2014-2018, facente

parte integrante della presente deliberazione;

2. di dare atto che l’attività di controllo numerico dei corvidi è eseguita dai collaboratori esterni

a titolo prettamente volontario e pertanto non comporta oneri a carico dell’Aamministrazione

regionale.

§

4

Allegato alla D.G.R. n. 1068 del 25/7/2014

PIANO DI CONTROLLO NUMERICO DEI CORVIDI IN VALLE D’AOSTA PER IL

QUINQUENNIO 2014/2018.

OBIETTIVO

Il Piano di controllo dei corvidi(ghiandaia, cornacchia nera e grigia e gazza) ha come obiettivo

il contenimento dei danni alle produzioni agricole, in particolare ai frutteti ed in misura minore

ai vigneti e per le specie cornacchia nera e grigia e gazza anche la riduzione del pericolo per la

navigazione aerea nelle fasi di decollo ed atterraggio dei veicoli nell’aeroporto regionale.

DURATA DEL PIANO DI CONTROLLO

Il Piano di controllo dei corvidi è previsto per il quinquennio 2014/2018, tempo ritenuto

indispensabile per dare continuità all’azione di contenimento delle specie e poterne valutare

l’efficacia a lungo periodo.

TERRITORIO INTERESSATO

Gli interventi sono attuati nei comprensori maggiormente interessati dai danni

contestualmente alla manifestazione degli stessi (periodo di maturazione dei frutti) e le aree

marginali del sedime dell’aeroporto di Aosta.

METODOLOGIE IMPIEGATE

1. Utilizzo di gabbie di cattura del tipo Letter-box o Box alla francese.

Le gabbie trappola tipo Letter-Box sono grandi voliere con dimensioni comprese tra

2x2x2 m e 3x4x3 nel cui tetto, spiovente verso il centro, viene lasciata centralmente

un’apertura ad inganno, somigliante ad una scala adagiata, ove i pioli costituiscono i

posatoi che sostengono i corvidi prima di scendere all’interno della stessa, attirate da

idonea pasturazione o richiamo vivo.

2. Impiego di uccelli rapaci da parte di falconieri autorizzati.

3. Abbattimento con l’utilizzo del fucile.

SOGGETTI COINVOLTI E LORO COMPITI

Controllo e coordinamento:

Ufficio per la fauna selvatica della Struttura flora, fauna, caccia e pesca: supervisione

dell’attività di controllo, rilascio delle autorizzazioni e relative istruttorie, organizzazione dei

corsi di abilitazione per gli operatori coinvolti, verifica dell’efficacia dei metodi utilizzati.

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Attuazione:

1. stazioni periferiche del Corpo forestale della Valle d’Aosta:

coordinamento e attuazione, all’interno del territorio di competenza, di tutte le attività

di controllo delle specie, effettuazione degli abbattimenti con il fucile; le operazioni

sono coordinate sul territorio in base alle disposizioni impartite dal Comando centrale

e dalla Struttura Flora, fauna, caccia e pesca.

2. personale della società aeroportuale, proprietari e conduttori dei fondi

ricompresi nei territori interessati dal Piano di controllo e cacciatori esperti:

utilizzo e gestione delle gabbie, effettuazione degli abbattimenti con il fucile;

3. falconieri autoorizzati:impiego di uccelli rapaci.

MODALITA’ OPERATIVE

I cacciatori esperti, il personale della Società aeroportuale e i proprietari e i conduttori dei fondi

interessati dai danni partecipano alle operazioni di controllo numerico a titolo prettamente

volontario e senza oneri a carico dell’Amministrazione regionale.

Essi devono essere in possesso di autorizzazione nominativa e/o apposito tesserino individuale

di riconoscimento, rilasciati dalla Regione a seguito di frequentazione e superamento di esame

finale di specifico corso di formazione.

Gabbie-trappola

Al fine dell’utilizzo esclusivo e responsabile delle gabbie di cattura da parte dei citati

collaboratori, sono predisposte apposite schede personali di “Protocollo di utilizzo delle

gabbie-trappola” da sottoscrivere a cura del collaboratore preposto.

Prescrizioni e norme generali per l’utilizzo delle gabbie-trappola. Prescrizioni e norme

generali per l’utilizzo delle gabbie-trappola.

a) Attivazione delle trappole con richiamo vivo o con esca alimentare.

b) Controllo giornaliero delle trappole (disinnescare sempre tutte le trappole se il giorno

seguente non sono possibili i controlli).

c) Pronta liberazione nel luogo stesso di cattura degli animali eventualmente intrappolati,

non appartenenti alla specie bersaglio, con particolare riferimento ai rapaci.

d) Soppressione dei corvidi catturati mediante tecniche eutanasiche in luogo appartato.

e) Compilazione del rendiconto di abbattimento.

f) Sostituzione saltuaria dei richiami vivi.

Uccelli rapaci

L’impiego di uccelli rapaci, sia per l’allontanamento che per l’abbattimento dei corvidi, è

consentito solo da parte di falconieri autorizzati.

Abbattimenti con fucile

Gli abbattimenti con fucile possono essere effettuati dal personale del Corpo forestale della

Valle d’Aosta, da cacciatori esperti e dai proprietari e conduttori dei fondi interessati dai danni

in possesso di porto d’armi per uso caccia.

Nelle aree, ove le norme di sicurezza non permettono l’utilizzo delle armi da fuoco, gli

operatori intervengono con l’impiego del fucile caricato a salve.

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LIMITI TEMPORALI DI INTERVENTO

Abbattimenti con il fucile: dal 1 giugno al 30 settembre di ogni anno per le specie ghiandaia,

cornacchia nera e cornacchia grigia nelle aree con danni alle colture agricole.

Utilizzo di gabbie trappola e di uccelli rapaci: tutto l’anno all’interno dell’area aeroportuale per

le specie cornacchia nera, cornacchia grigia e gazza.

NUMERO MASSIMO ESEMPLARI PRELEVABILI

600 ghiandaie all’anno.

300 animali (gazze, cornacchie nere, grigie e/o ibridi) all’anno.

DESTINAZIONE DEI CAPI ABBATTUTI

I capi abbattuti sono consegnati all’Amministrazione regionale che provvederà al loro

smaltimento a norma di legge, previa l’eventuale effettuazione di analisi sanitarie e rilievi

morfologici e statistici.

 

Vicenza HIT 2015 foto di gruppo Convegno UNESCO

Seguitissimo anche il convegno organizzato da Federcaccia e UNCF con la collaborazione di Patrizia Cimberio , intitolato “La falconeria come patrimonio culturale immateriale; stato attuale e prospettive” , che ha visto la partecipazione di relatori nazionali e internazionali di primissimo piano.1

HIT 2015. UN SUCCESSO LA PRESENZA FIDC

Sono stati ben 31.000 i visitatori che hanno affollato i corridoi dei padiglioni della Fiera di Vicenza nei tre giorni di Hit, la manifestazione dedicata al settore venatorio e armiero sportivo appena conclusasi.
Tanti, tantissimi. Forse, anzi, certamente, non tutti saranno passati dallo stand allestito anche in questa occasione insieme da Federcaccia, ANUUMigratoristi e Arci Caccia, ma stando lì l’impressione è stata quella.
Difficile in certi momenti avere un attimo di attenzione per tutti. Eppure i nostri volontari del provinciale di Vicenza, di quelli limitrofi e delle diverse sezioni venete, così come il personale di Federcaccia Nazionale sono riusciti ad avere un sorriso e una risposta per tutti, distribuendo materiale informativo, gadget, riviste…
A loro, prima di tutto il ringraziamento del Presidente Nazionale Gian Luca Dall’Olio, presente allo stand dal giorno dell’apertura fino alla chiusura, così come quello di tutti i dirigenti locali, a partire dal Regionale Flavio Tosi, anche lui presente malgrado i numerosi impegni per portare il proprio saluto.
Massiccia la partecipazione dei soci e dei presidenti provinciali e regionali veramente provenienti da quasi tutta Italia, non solo dalle regioni confinanti, ai quali si sono aggiunti moltissimi cacciatori che hanno avuto modo di approfondire, ascoltandola spesso direttamente dal presidente Dall’Olio, la posizione della Federazione sull’attualità della caccia e i suoi programmi futuri, tutti incentrati su una difesa ferma e attiva delle diverse forme di caccia al fianco delle Regioni, per una corretta e completa applicazione delle normative nazionali e internazionali, della Direttiva Uccelli e della sua Guida interpretativa.
Un successo le iniziative organizzate, a partire dalla presenza presso lo stand di un nutrito gruppo di falconieri non solo della nostra settoriale UNCF ma di molte altre sigle, anche questo bell’esempio di unità nel nome di una passione comune.
Sempre allo stand si sono avvicendati per dare informazioni e fare il punto sulle diverse iniziative i rappresentanti dell’UNCZA, di ACMA, dell’Ufficio avifauna migratoria col dottor Michele Sorrenti, il dottor Daniel Tramontana, Alessandro Tedeschi di Amici di Scolopax.
Interesse e partecipazione hanno caratterizzato tutte le iniziative organizzate da Federcaccia, dalla presentazione del libro “Antologia della Beccaccia. Mito e contromito” di Vladimiro P. Palmieri, occasione per parlare con l’autore e il vice presidente nazionale e responsabile dell’Ufficio gestione ambientale faunistico venatoria Lorenzo Carnacina di cultura della caccia, della sua poesia, ma anche più concretamente di cosa la scienza e la ricerca possono fare per farci conoscere meglio una specie affascinante e per molti versi ancora poco conosciuta come la beccaccia.
A seguire, sempre a cura dell’Ufficio Avifauna e di Acma, si è parlato de “I carnieri degli uccelli acquatici in Italia. Un contributo alla conoscenza e alla conservazione delle specie migratrici”. Di nuovo è intervenuto Lorenzo Carnacina insieme al presidente Acma Alfonso Lenzoni, al dottor Michele Sorrenti, al dottor Daniel Tramontana e al dottor Sauro Giannerini.
Seguitissimo anche il convegno organizzato da Federcaccia e UNCF intitolato “La falconeria come patrimonio culturale immateriale; stato attuale e prospettive”, che ha visto la partecipazione di relatori nazionali e internazionali di primissimo piano.
Da segnalare infine, presso lo stand per i tre giorni della manifestazione la presenza di Camillo Prosdocimo, noto chioccolatore e campione a livello europeo di questa antica e affascinante arte, capace ogni volta che iniziava con i suoi gorgheggi di far fermare gruppi di visitatori, affascinati dalla sua bravura.
Ancora una volta una presenza qualificata quella della nostra Federazione dunque, che come sempre per parlare di caccia unisce scienza, conoscenza e impegno a passione e fascino di un’arte antica, perché questa possa essere sempre più protagonista in una società moderna.

Federazione Italiana Della Caccia (FIDC/UNCFnews3754)FidcFalconeria [HDTV (1080)]

Festival internazionale della Falconeria Abu Dhabi 2014

Si è svolta lo scorso dicembre una delle più grandi manifestazioni mai organizzate sulla Falconeria: il Falconry Festival. Questo evento, che ha raggiunto la sua terza edizione, ha avuto luogo nella splendida cornice degli Emirati Arabi Uniti, sotto l’alto patrocinio di sua altezza Khalifa Bin Zayed Al Nahayan, Emiro di Abu Dhabi, e con l’organizzazione del dott. Nick Fox, una delle massime autorità nel campo della falconeria, famoso per il suo manuale “Understanding the Bird of Prey” ,recentemente tradotto anche in italiano, oltre che per il suo centro di riproduzione di rapaci.
Il festival ha visto come partecipanti circa 800 delegati da più di 80 nazioni del mondo, che si sono riuniti in un clima di assoluta armonia per celebrare la loro passione: la Falconeria, infrangendo ogni tipo di barriera sia politica che religiosa.La manifestazione era suddivisa in due parti ben distinte.
Abbiamo trascorso i primi giorni nel deserto, a circa 100 km dalla città di Abu Dhabi, una esperienza davvero unica che ha permesso di sperimentare la vita spartana dei beduini e ha fatto godere sia delle bellezze sia delle insidie del deserto. Tutti gli uomini sono uguali davanti al deserto, anche lo stesso sceicco ,uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, la sera si univa a noi e come tutti intonava canzoni del deserto davanti al fuoco, mentre beveva il tipico caffè.
La giornata comincia presto, già alle sei della mattina l’accampamento, che ospitava circa 600 persone era in piena attività, e non solo per poter usare la poca acqua a disposizione, ma soprattutto per vedere i primi voli di falchi che avevano come protagonisti modellini di aerei, ed un prototipo di Houbara che è stato ideato e sperimentato per la prima volta proprio in questa occasione. Ovviamente c’erano anche voli più tradizionali al logoro o alla traina se parliamo di falchi di Harris e aquile.
La qualità dei voli non sempre era elevata: questo ovviamente ci fa capire che tutto il modo è paese e la perfezione non esiste da nessuna parte, neppure in uno dei paesi più ricchi… Le giornate trascorrevano molto veloci tra voli di falchi, conferenze e molti momenti conviviali tra i vari partecipanti. Per fare in modo che nessuno potesse annoiarsi ogni giorno ciascuno poteva scegliere un programma diverso: chi voleva stare tranquillo poteva passare la giornata a vedere i voli; chi voleva aggiornarsi ed imparare cose nuove poteva partecipare alle conferenze che duravano tutto il giorno ed avevano temi diversissimi tra cui “La robotica in falconeria”, tema molto innovativo, oppure “Caccia in Pakistan con gli Astori”, tema molto più legato alla tradizione; tutte queste conferenze si svolgevano in un enorme tenda allestita appositamente per questa funzione con tanto di maxi schermo e l’immancabile aria condizionata.
I più avventurosi invece hanno partecipato a un uscita pomeridiana a dorso di “camel” (in realtà erano dromedari) per seguire la caccia fatta ancora in modo tradizionale sulle Houbara, ovviamente erano Houbara di rilascio perché in quel periodo le poche rimaste in natura erano già migrate in Pakistan, senza contare che la caccia negli Emirati è proibita. Infatti tutto il perimetro di caccia era una riserva privata recintata di circa 21km per 20km. Chi non è amante dei cammelli, poteva scegliere l’opzione di caccia alle lepri a piedi seguendo i Saluki.
Ovviamente noi non ci siamo assolutamente fatti mancare l’esperienza dei cammelli, che è stata indimenticabile, anche se dopo circa cinque ore ci ha lasciati un poco provati. Il giorno seguente invece abbiamo scelto il “ritorno alla civiltà”  godendoci una visita alla città di Abu Dhabi in particolare alla grande Moschea, che è veramente una perla della città.
Lasciataci la moschea alle spalle abbiamo visitato l’Abu Dhabi falcon hospital, l’ospedale dei falchi sicuramente più all’avanguardia del mondo ed infine ci siamo lasciati andare ad un po’ di shopping in uno degli immensi Mall della città, per poi ritrovare un po’ di sobrietà ad una tradizionale festa in onore dello sceicco. La sera siamo ritornati all’accampamento, anche se non avremmo passato ancora molto tempo nel deserto, infatti presto ci saremmo trasferiti proprio nella città di Abu Dhabi  per la seconda parte del festival.
Gli ultimi quattro giorni sono trascorsi in centro ad Abu Dhabi, dove si è svolta la parte di festival aperta al pubblico; in particolare una giornata dedicata ai bambini e alle scuole ci ha permesso di incontrare moltissimi bambini, nativi di ogni parte del mondo, davvero incuriositi ma tutti accumunati da un’estrema educazione, che ci ha fatto intendere come l’istruzione sia un’altra eccellenza degli Emirati.
La manifestazione ha avuto come location un centro sportivo all’avanguardia chiamato Khalifa Park; sarebbe ovviamente ridondante raccontarvi quanto sia attrezzato e splendido, dato che come avrete ormai capito il vero pallino degli arabi è quello di eccellere in tutto. Durante l’esposizione ogni nazione aveva un suo stand a forma di tenda, nel quale venivano esposte foto, attrezzature e molto altro inerente alla falconeria, fatta in modo tradizionale. Oltre alle singole nazioni era immancabile lo stand della IAF che primeggiava non solo per la sua grandezza, ma soprattutto perché fungeva da punto d’incontro un po’ per tutti gli amici falconieri degli altri vari stand, oltre ad un padiglione tutto dedicato all’arte dove hanno riscosso grande successo le sculture made in Italy di Riccardo Vella, così come i cappucci di Giancarlo Pirrotta, che sono andati praticamente a ruba nello stand italiano.
Ogni sera a conclusione della giornata tutte le nazioni sfilavano in un’imponente parata che aveva come scopo quello di mostrare gli abiti tipici e varie peculiarità nazionali, ma soprattutto di creare un clima di armonia tra le varie nazioni e far passare il messaggio di come la falconeria possa unire culture e popoli che nulla hanno in comune. Questo infatti è il significato profondo del festival della falconeria e sarebbe molto bello che tutti lo ricordassero anche qui in Italia: la falconeria che unisce non che divide!
Durante la giornata oltre a poter visitare gli stand delle nazioni più disparate  si poteva anche assistere a dimostrazioni di volo con aquile, e falchi, era infine presente anche un’area tutta dedicata allo shopping, dove si poteva trovare ogni tipo di attrezzatura di falconeria. In conclusione a questo breve articolo vorrei ricordare i nomi delle persone, molte delle quali iscritte all’UNCF, che hanno formato la delegazione italiana durante questo evento davvero indimenticabile: Patrizia Cimberio, Roberto Mazzetti, Giacomo di Ciocco, Daniele Miconi, Riccardo Vella, Roberto Bonfante e il sottoscritto come falconieri; erano presenti inoltre due fotografi: Massimiliano Sticca, Ilaria Rupil, e due altri appassionati, Erica Vella e Alice Falzea. (Andrea Villa)

Raduno regionale – Sez. Lombardia

RADUNO REGIONALE UNCF LOMBARDIA

 

 

11 GENNAIO 2015

 

Il raduno si svolgerà nella riserva Cascina Garavaglia – Albairate  (Milano)

 

L’iscrizione è aperta a tutti i falconieri

La selvaggina a disposizione : fagiani di taglia normale e piccola (americanini , meno di un chilo di peso) sia maschi che femmine

A scelta del falconiere, si potranno cercare con il cane proprio o di altri.

 

PROGRAMMA

 

ORE 9  – ritrovo alla cascina Garavaglia – compilazione turni di volo

ORE 9.30  -inizio voli

ORE 13 – spuntino sul campo (offerto dall’associazione)

ORE 17.30 – fine voli

ORE 18- cena sociale

 

COSTI   -    15 EURO A CAPO

23 EURO  LA CENA

 

L’associazione mette a disposizione numerosi e ricchi premi (in materiale da falconeria) :

 

PREMIO al migliore alto volo

PREMIO  al migliore basso volo

PREMIO  al falconiere più anziano

PREMIO  al falconiere più giovane

PREMIO  alle signore falconiere

 

Per motivi organizzativi, si prega di comunicare la partecipazione, il numero di voli che si desidera effettuare, la presenza alla cena ENTRO MERCOLEDI’ 7 GENNAIO

 

Se si desidera pernottare la sera del sabato, contattare  : www.cascinascanna.it a Cisliano (pochi km. dalla riserva)  signora Dufour  3880602003

 

Per ogni altra informazione, contattare  Engel Simonelli   cell. 3333535018