Comunicazione CAFI UNESCO del 11 Settembre 2019

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 A tutta la comunità dei falconieri italiani.

Cari amici, siamo felici nel comunicarvi un importante risultato, unico, non solo nella storia italiana, ma anche tra le altre 17 nazioni in cui la Falconeria è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dall’Unesco.

Il Coordinamento formato dalle 5 associazioni firmatarie della candidatura – Circolo Falconieri d’Italia per lo studio e protezione dei rapaci, FIF (Federazione Italiana Falconieri), Fondazione Lanario, OFI (Ordine dei Falconieri d’Italia), UNCF (Unione Nazionale Cacciatori Falconieri) – ha partecipato, con esito positivo, al Bando Ministeriale nr.5021/2018 per l’erogazione di fondi destinati alle misure di sostegno per gli elementi del patrimonio culturale immateriale, così come previsto dalla Legge 77/2006.
L’associazione CPF (Conservazione Progresso Falconeria), anch’essa firmataria della candidatura, ha invece formalmente espresso la volontà di non partecipare alla presentazione del bando.

Il bando è stato presentato dall’Istituto Oikos Onlus di Milano quale soggetto referente unico e beneficiario, a seguito di un atto d’intesa formalmente sottoscritto con il Coordinamento, in quando ente provvisto delle qualifiche, capacità gestionali, di cofinanziamento e spesa richieste dal bando ministeriale.

Oggetto del bando è un lo sviluppo di un piano di salvaguardia dell’elemento Falconeria, un patrimonio umano vivente, secondo le indicazioni e le direttive della Convenzione UNESCO 2003.

Il progetto “Arte della falconeria: piano di salvaguardia di un rapporto sostenibile tra uomo, rapaci e natura”, presentato e ritenuto ammissibile di finanziamento nel giugno 2019, sarà articolato nel corso di 18 mesi in molteplici attività tra cui:

- Analisi dello stato dell’arte della falconeria in Italia;
- Analisi del quadro normativo di riferimento nazionale ed internazionale;
- Formazione e consultazioni con la comunità dei falconieri e gli stakeholder volte alla stesura e all’approvazione di un Piano di Salvaguardia;
- Identificazione di un sistema di governance condiviso e duraturo;
- Identificazione partecipata di una strategia di comunicazione sul ruolo della falconeria come patrimonio culturale immateriale (PCI);
- Studio delle relazioni tra falconeria e conservazione di ambiente e biodiversità;
- Definizione condivisa di un codice etico e linee guida riconosciute dalla comunità
- Analisi del ruolo dei musei nella salvaguardia della falconeria come PCI e identificazione di almeno due itinerari culturali in Italia
- Produzione di materiali informativi e di comunicazione
- Percorsi educativi con le scuole;
- Aggiornamento dell’inventario partecipativo (MODI)
- Seminario internazionale sul valore del patrimonio culturale immateriale e dalla sua valorizzazione in ambito museale, in particolar modo nell’ambito della falconeria.

Tutti i prodotti, i materiali e le iniziative informative oggetto del progetto finanziato dovranno evidenziare la fonte di finanziamento e il logo del MiBAC.

Il supporto diretto del Ministero dei Beni Culturali, non solo al finanziamento, ma anche con il proprio logo alle azioni del piano di salvaguardia che verranno definite nei prossimi mesi in condivisione con la comunità dei falconieri sarà di enorme importanza per l’immagine e nei confronti della società civile della falconeria e ne testimonierà il valore.

Tutte le informazioni sulle iniziative e le attività legate alla definizione Piano di salvaguardia e alle azioni previste saranno comunicate dalle associazioni del coordinamento e accessibili alla pagina Facebook :“ CAFI Unesco” , e saranno condivise in modo capillare in tutte le altre pagine social e siti internet delle diverse associazioni in attesa dell’apertura di un sito riservato al coordinamento.

Vi invitiamo, inoltre, se particolarmente motivati e preparati a portare un contributo al progetto, di contattare una delle associazioni del coordinamento o il responsabile tecnico del progetto (Patrizia Cimberio – cimberio@iaf.org).

Vi terremo costantemente informati riguardo gli sviluppi delle azioni del progetto “Arte della falconeria: piano di salvaguardia di un rapporto sostenibile tra uomo, rapaci e natura” .

Buoni voli!

I Membri del Coordinamento

Umberto Caproni, Circolo Falconieri d’Italia per lo studio e protezione dei rapaci,
Mauro Baletti, FIF (Federazione Italiana Falconieri),
Alessio Pizziol, OFI (Ordine dei Falconieri d’Italia),
Agostino Pasquariello, UNCF (Unione Nazionale Cacciatori Falconieri)
Franco Gaeti ( Associazione Fondazione Lanario)

Comunicato stampa su annoso problema Aquile di Bonelli siciliane

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Dalla parte dell’Aquila di Bonelli “senza se e senza ma”.
Falconieri uniti contro il bracconaggio

Ogni anno, con l’arrivo del periodo primaverile i siti siciliani di riproduzione dell’aquila del Bonelli diventano preziosi proprio per la protezione della biodiversità di una regione tra le più ricche nella nostra nazione, dove l’aquila del Bonelli, una specie in via di estinzione, scomparsa per sempre dalla Sardegna, sopravvive solo in poche decine di esemplari. Trafficanti e bracconieri senza scrupoli sono pronti a mettere a rischio la sopravvivenza stessa della specie per un mero e turpe guadagno economico, o per avere un animale da collezione, incuranti del danno irreparabile che portano a una specie così a rischio. Il traffico delle Bonelli, pur partendo dall’Italia, vede spesso coinvolti paesi d’Oltralpe complici o mandanti dei furti dei pulli che spesso, dopo essere ‘legalizzati’ e forniti di documenti regolari in altre nazioni, vengono acquistati da falconieri tuttavia ignari della loro provenienza illecita. I falconieri, nel corso dei secoli, hanno dimostrato una grande attenzione alla conservazione dei rapaci, del loro ambiente e delle loro prede e negli anni ’60 hanno contribuito fortemente a impedire l’estinzione del falco pellegrino negli Stati Uniti d’America a causa dell’uso massiccio del DDT, grazie a progetti di reintroduzione guidati dai falconieri del Peregrine Fund. Così come i falconieri, i biologi del CMS, il Gruppo per l’utilizzo sostenibile delle risorse dell’IUCN e il BirdLife International collaborano insieme da anni nella Saker Task Force per la conservazione del falco sacro: nelle steppe della Mongolia solo il problema dell’elettrocuzione causa la morte di circa 55 falchi sacri ogni 10 km all’anno. I veri falconieri non hanno nulla a che vedere con quelle ‘mani illegali’ che prelevano i piccoli dai nidi e sono pronti a impegnarsi in operazioni di supporto, sorveglianza e contrasto a tali pratiche illegali e inaccettabili. Accanto ad un’attenzione ferrea, non solo locale, ma anche a livello nazionale e internazionale, occorre individuare i manovratori e i destinatari di tali specie protette, in un mix di collaborazione fattiva tra i volontari della conservazione, le autorità pubbliche preposte al controllo del territorio e della fauna selvatica e i falconieri.
È assolutamente indispensabile che le istituzioni stesse si facciano carico del problema, mettendo in campo piani e azioni coordinate, che siano costanti e ripetute nel tempo.Non si deve perdere altro tempo: lo impongono i numeri così fragili della popolazione dell’Aquila del Bonelli, poche decine, e le ultime coppie dell’avvoltoio capovaccaio presenti in Sicilia. La stessa allerta e attenzione va riservata anche per la più importante popolazione di falco lanario in Europa, circoscritta in aree localizzate e ben definite del territorio siciliano. Occorre una chiara volontà, per difendere i nidi dell’Aquila del Bonelli e altre specie protette e per cercare di stroncare in modo definitivo questo traffico non solo illegale ma a dir poco indecente.
I falconieri italiani sono pronti alla collaborazione fattiva sul campo e sono pronti a impegnarsi nei tempi più brevi possibili nella creazione di un Albo dei falconieri e degli allevatori, con relativo codice etico e comportamentale, oltre che di un registro di proprietà delle specie più a rischio con dati anagrafici e indicazione di numero di anello (o chip di identificazione) e relativo CITES, oltre che, in caso di dubbi sulla provenienza, delle analisi genetiche tramite, ormai semplici e non invasive, analisi del DNA. Come già accaduto con successo in Spagna, i falconieri italiani si auspicano, insieme a biologi esperti di conservazione e allevatori di rapaci, della creazione anche in Italia di un centro per la conservazione riproduzione in cattività dell’Aquila del Bonelli e di altre specie a rischio per successivi progetti di reintroduzione.

Unione Nazionale Cacciatori con il Falco (UNCF)
Associazione Conservazione e Progresso della Falconeria (CPF)
Ordine dei Falconieri d’Italia
Circolo dei Falconieri d’Italia
Associazione Fondazione Lanario
Sifap Federfauna

Silvano Toso Coordinatore Commissione Tecnica da una definizione di che cosa è la Falconeria

La falconeria è una modalità di caccia che prevede l’utilizzo di rapaci addestrati per la cattura di prede selvatiche nel loro ambiente naturale. A questa definizione si attengono, nello spirito e nella pratica, i soci dell’Unione Nazionale Cacciatori Falconieri (UNCF). La falconeria come sopra definita si distingue nettamente dalle attività che utilizzano rapaci per altri scopi pur servendosi di tecniche in parte da essa mutuate, come la detenzione per scopi amatoriali, l’allevamento, le esibizioni di volo e le manifestazioni pubbliche, il controllo delle specie considerate dannose.
I princìpi generali ed il codice di comportamento seguiti dai soci dell’UCNF sono lo scrupoloso rispetto delle norme che regolano l’acquisizione, il possesso e l’utilizzo dei rapaci nell’attività venatoria ed il perseguimento delle buone pratiche relative al benessere dei rapaci detenuti.
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Risposta del Corpo Forestale dello Stato alla nostra lettera

Riportiamo di seguito la gentile risposta del Corpo Forestale dello Stato alla nostra lettera del 18/11/2014:

Gentile Bonacini,
come la Sig.ra Cimberio le avrà certamente detto il CFS svolge al proprio meglio un compito istituzionale, pur essendo sottoposto a quotidiane sollecitazioni dalle parti più disparate ed estreme della società, dei fenomeni illegali che ci troviamo a contrastare.
In questa azione non abbiamo mai disdegnato ne evitato, semmai il contrario, nessun tipo di interazione o relazione che possa servire ad ascoltare istanze o raccogliere elementi utili per svolgere il lavoro che siamo chiamati a svolgere. Che provenga da singoli, ma ancor di più da enti o associazioni che rappresentano l’impresa, il mondo ambientalista e animalista, i cacciatori, i fruitori comunque dell’ambiente in tutte le sue declinazioni.
Pertanto siamo disponibili ad ascoltare eventuali proposte o raccogliere istanze che interessino questo variegato mondo degli amanti dei rapaci e della falconeri nello specifico.
Pertanto siamo disponibili ad un incontro interlocutorio in qualsiasi momento.

Grazie

Marco FIORI

Online il nuovo sito UNCF

2014-09-28 11_26_46-UNCF _ Unione Nazionale Cacciatori Falconieri

Benvenuti nel nuovo sito dell’Unione Nazionale Cacciatori Falconieri.

E’ un onore per me trovarmi a scrivere l’articolo che va ad accompagnare la pubblicazione di questo sito web e ringrazio chi mi ha dato l’opportunità di poter contribuire con questo mio lavoro.

Credo che UNCF abbia i presupposti per essere l’associazione di riferimento nel panorama nazionale. La sua affiliazione al mondo venatorio è un’aspetto importante, nonché la destinazione più ragionevole per nostri amati rapaci in cattività.

Ho realizzato questo sito web pensandolo come uno strumento per creare coesione, cultura ed informazione. Lo stato attuale è un punto di partenza, sarà necessario l’impegno di tutti i soci affinché diventi realmente utile alla nostra comunità. Far sentire la nostra voce e far conoscere il punto di vista dell’associazione è indispensabile per evitare che la nostra immagine sia nelle mani di chi non conosce la nostra realtà.

 

Per qualsiasi comunicazione inerente il funzionamento o la compatibilità del sito web vi prego di contattarmi all’indirizzo webmaster@uncfitalia.it

 

Potete iniziare la navigazione del sito partendo dalla Homepage

 

Buona navigazione,

Giacomo Di Ciocco.

 

Quasi pronta la redazione del primo calendario UNCF Nazionale

Ormai mancano pochi giorni alla pubblicazione del primo calendario UNCF.

La gioia che provo nel vedere questa “creatura” prendere forma è immensa perché è una delle tante azioni simbolo che testimonia il nostro senso di appartenenza. Attesta che ci siamo, e che abbiamo risposto presente alla richiesta di più fatti e meno parole.

Dietro al nostro calendario infatti si cela la volontà di stringere il logo che abbiamo sul petto e sostenere con forza i nostri ideali e principi.

Al prezzo di realizzo di ogni copia verrà aggiunto 1 € che servirà a portare avanti i progetti della NOSTRA associazione.

Grazie di cuore a tutti coloro che vorranno metter la loro firma su questo piccolo ma grande gesto di partecipazione.

Iacopo Stefanini

Vice-presidente UNCF Emilia Romagna