Festival internazionale della Falconeria Abu Dhabi 2014

Si è svolta lo scorso dicembre una delle più grandi manifestazioni mai organizzate sulla Falconeria: il Falconry Festival. Questo evento, che ha raggiunto la sua terza edizione, ha avuto luogo nella splendida cornice degli Emirati Arabi Uniti, sotto l’alto patrocinio di sua altezza Khalifa Bin Zayed Al Nahayan, Emiro di Abu Dhabi, e con l’organizzazione del dott. Nick Fox, una delle massime autorità nel campo della falconeria, famoso per il suo manuale “Understanding the Bird of Prey” ,recentemente tradotto anche in italiano, oltre che per il suo centro di riproduzione di rapaci.
Il festival ha visto come partecipanti circa 800 delegati da più di 80 nazioni del mondo, che si sono riuniti in un clima di assoluta armonia per celebrare la loro passione: la Falconeria, infrangendo ogni tipo di barriera sia politica che religiosa.La manifestazione era suddivisa in due parti ben distinte.
Abbiamo trascorso i primi giorni nel deserto, a circa 100 km dalla città di Abu Dhabi, una esperienza davvero unica che ha permesso di sperimentare la vita spartana dei beduini e ha fatto godere sia delle bellezze sia delle insidie del deserto. Tutti gli uomini sono uguali davanti al deserto, anche lo stesso sceicco ,uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, la sera si univa a noi e come tutti intonava canzoni del deserto davanti al fuoco, mentre beveva il tipico caffè.
La giornata comincia presto, già alle sei della mattina l’accampamento, che ospitava circa 600 persone era in piena attività, e non solo per poter usare la poca acqua a disposizione, ma soprattutto per vedere i primi voli di falchi che avevano come protagonisti modellini di aerei, ed un prototipo di Houbara che è stato ideato e sperimentato per la prima volta proprio in questa occasione. Ovviamente c’erano anche voli più tradizionali al logoro o alla traina se parliamo di falchi di Harris e aquile.
La qualità dei voli non sempre era elevata: questo ovviamente ci fa capire che tutto il modo è paese e la perfezione non esiste da nessuna parte, neppure in uno dei paesi più ricchi… Le giornate trascorrevano molto veloci tra voli di falchi, conferenze e molti momenti conviviali tra i vari partecipanti. Per fare in modo che nessuno potesse annoiarsi ogni giorno ciascuno poteva scegliere un programma diverso: chi voleva stare tranquillo poteva passare la giornata a vedere i voli; chi voleva aggiornarsi ed imparare cose nuove poteva partecipare alle conferenze che duravano tutto il giorno ed avevano temi diversissimi tra cui “La robotica in falconeria”, tema molto innovativo, oppure “Caccia in Pakistan con gli Astori”, tema molto più legato alla tradizione; tutte queste conferenze si svolgevano in un enorme tenda allestita appositamente per questa funzione con tanto di maxi schermo e l’immancabile aria condizionata.
I più avventurosi invece hanno partecipato a un uscita pomeridiana a dorso di “camel” (in realtà erano dromedari) per seguire la caccia fatta ancora in modo tradizionale sulle Houbara, ovviamente erano Houbara di rilascio perché in quel periodo le poche rimaste in natura erano già migrate in Pakistan, senza contare che la caccia negli Emirati è proibita. Infatti tutto il perimetro di caccia era una riserva privata recintata di circa 21km per 20km. Chi non è amante dei cammelli, poteva scegliere l’opzione di caccia alle lepri a piedi seguendo i Saluki.
Ovviamente noi non ci siamo assolutamente fatti mancare l’esperienza dei cammelli, che è stata indimenticabile, anche se dopo circa cinque ore ci ha lasciati un poco provati. Il giorno seguente invece abbiamo scelto il “ritorno alla civiltà”  godendoci una visita alla città di Abu Dhabi in particolare alla grande Moschea, che è veramente una perla della città.
Lasciataci la moschea alle spalle abbiamo visitato l’Abu Dhabi falcon hospital, l’ospedale dei falchi sicuramente più all’avanguardia del mondo ed infine ci siamo lasciati andare ad un po’ di shopping in uno degli immensi Mall della città, per poi ritrovare un po’ di sobrietà ad una tradizionale festa in onore dello sceicco. La sera siamo ritornati all’accampamento, anche se non avremmo passato ancora molto tempo nel deserto, infatti presto ci saremmo trasferiti proprio nella città di Abu Dhabi  per la seconda parte del festival.
Gli ultimi quattro giorni sono trascorsi in centro ad Abu Dhabi, dove si è svolta la parte di festival aperta al pubblico; in particolare una giornata dedicata ai bambini e alle scuole ci ha permesso di incontrare moltissimi bambini, nativi di ogni parte del mondo, davvero incuriositi ma tutti accumunati da un’estrema educazione, che ci ha fatto intendere come l’istruzione sia un’altra eccellenza degli Emirati.
La manifestazione ha avuto come location un centro sportivo all’avanguardia chiamato Khalifa Park; sarebbe ovviamente ridondante raccontarvi quanto sia attrezzato e splendido, dato che come avrete ormai capito il vero pallino degli arabi è quello di eccellere in tutto. Durante l’esposizione ogni nazione aveva un suo stand a forma di tenda, nel quale venivano esposte foto, attrezzature e molto altro inerente alla falconeria, fatta in modo tradizionale. Oltre alle singole nazioni era immancabile lo stand della IAF che primeggiava non solo per la sua grandezza, ma soprattutto perché fungeva da punto d’incontro un po’ per tutti gli amici falconieri degli altri vari stand, oltre ad un padiglione tutto dedicato all’arte dove hanno riscosso grande successo le sculture made in Italy di Riccardo Vella, così come i cappucci di Giancarlo Pirrotta, che sono andati praticamente a ruba nello stand italiano.
Ogni sera a conclusione della giornata tutte le nazioni sfilavano in un’imponente parata che aveva come scopo quello di mostrare gli abiti tipici e varie peculiarità nazionali, ma soprattutto di creare un clima di armonia tra le varie nazioni e far passare il messaggio di come la falconeria possa unire culture e popoli che nulla hanno in comune. Questo infatti è il significato profondo del festival della falconeria e sarebbe molto bello che tutti lo ricordassero anche qui in Italia: la falconeria che unisce non che divide!
Durante la giornata oltre a poter visitare gli stand delle nazioni più disparate  si poteva anche assistere a dimostrazioni di volo con aquile, e falchi, era infine presente anche un’area tutta dedicata allo shopping, dove si poteva trovare ogni tipo di attrezzatura di falconeria. In conclusione a questo breve articolo vorrei ricordare i nomi delle persone, molte delle quali iscritte all’UNCF, che hanno formato la delegazione italiana durante questo evento davvero indimenticabile: Patrizia Cimberio, Roberto Mazzetti, Giacomo di Ciocco, Daniele Miconi, Riccardo Vella, Roberto Bonfante e il sottoscritto come falconieri; erano presenti inoltre due fotografi: Massimiliano Sticca, Ilaria Rupil, e due altri appassionati, Erica Vella e Alice Falzea. (Andrea Villa)