Astore (Accipiter gentilis)

L’astore (Accipiter gentilis), viene considerato la “tigre” dei boschi europei. Le sue ali corte e larghe, la coda lunga e dall’ampio ventaglio, sono gli strumenti necessari a garantire ampia manovrabilità tra i fitti rami del bosco per ottimizzare al meglio gli spazi di manovra. In natura è schivo, tanto da risultare difficoltosa una concreta stima degli effettivi. Non di rado viene scovato, soprattutto nei freddi inverni, attorno alle piccionaie alla ricerca di giovani colombi sprovveduti. Vive soprattutto in boschi fitti ma vicini ad ampie radure, dove capita spesso che vada a completare i suoi avvincenti inseguimenti. Le prede preferite dall’astore sono, sia uccelli dalla dimensione del merlo fino alla ghiandaia che lepri e conigli selvatici. In particolari ambienti anche gli anatidi fanno parte della sua gamma alimentare. Infatti in inglese Astore si dice Goshawk: Gos (da goose)=anatra e hawk=falco. In falconeria l’Astore rappresenta un classico, sia per istinto predatorio che per versatilità di prede. E’ adrenalina allo stato puro. I territori di caccia ai quali ben si presta sono sia i boschi per la caccia di pianta in pianta, sia le zone aperte con inseguimento “a cul levè” dal pugno del faalconiere. Diversi sono gli ausiliari considerati idonei alla caccia con l’astore: dallo springer al breton, dal pointer al bracco. La caratteristica che rende unico l’astore è lo “yarak”, lo stato di eccitazione che li contraddistingue prima e al termine della cacciata, indice inconfondibile della trance agonistica del rapace.

 

Articolo redatto da Iacopo Stefanini